dicembre 10, 2019 News Nessun commento

“Differenziare o in-differenziare? Questo è il problema!”  Un “dilemma” conosciuto da tutti, ma affrontato nel modo giusto ancora da pochi, infatti se da un lato abbiamo il cittadino scrupoloso e informato sulla raccolta differenziata, dall’altra parte abbiamo il cittadino superficiale o impreparato.

La gestione dei rifiuti, al contrario, è un argomento importante che deve trovarci tutti preparati, è un obbligo morale nei confronti dell’ambiente, un modo per contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta e non è un caso se abbiamo inserito la raccolta differenziata tra i buoni propositi del 2019 per ridurre l’inquinamento. Nel 2017 è stata pubblicata la norma UNI 11686 sui “Waste Visual Elements”, ossia gli elementi visivi identificativi dei bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’Italia è il primo Stato dell’unione ad adeguarsi a questa norma che ha lo scopo di rendere univoca l’identificazione di tutti i contenitori di rifiuti e di migliorare la raccolta differenziata, ma anche quello di raggiungere l’ambizioso obbiettivo del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero. Semplificando i processi di riconoscimento dei bidoni da utilizzare, le persone saranno più inclini a separare correttamente i rifiuti in qualsiasi luogo o momento; uno dei punti più importanti riguarda il colore: marrone per la frazione umida, blu per carta, verde per vetro, giallo per plastica e lattine e grigio per l’indifferenziato. Ovviamente per ora “Città che vai, colore che trovi”, ma presto tutti si uniformeranno a questa utile normativa.

Per poter scegliere il contenitore corretto non basta il colore, è necessario capire che materiale abbiamo tra le mani; alcuni rifiuti sono facili da classificare e separare come i giornali o i flaconi in plastica, oppure le etichette ci vengono in aiuto, oramai è infatti quasi sempre presente una piccola sezione dedicata allo smaltimento ossia dove è chiaramente indicato in quale frazione è da differenziare l’imballaggio di cui stiamo leggendo l’etichetta. Le insidie ci attendono invece quando dobbiamo separare quei rifiuti particolari composti da materiali non facili da classificare; alcune società che si occupano di smaltimento, come Silea Spa, offrono sui propri canali social delle guide flash, dei piccoli giochi divulgativi come “Trova l’intruso” o addirittura delle App scaricabili per aiutare gli utenti a differenziare sempre e meglio.

Nel nostro piccolo abbiamo pensato di riportarvi alcune informazioni utili sullo smaltimento di alcuni rifiuti particolari:

  1. LENTI A CONTATTO: molte persone trovano più comodo indossare le lenti a contatto usa e getta anziché gli occhiali da vista, per non sbagliare vi basti sapere che le lenti vanno gettate nell’indifferenziato, il blister (la parte che le protegge) è composto da una parte in plastica (quella inferiore) e dalla linguetta in alluminio che sono entrambi riciclabili. Il liquido invece può essere versato semplicemente nel lavandino.
  2. DENTIFRICIO: una buona igiene personale comprende anche prendersi cura dei propri denti, una volta terminato il dentifricio siccome sia il tubetto che il tappo fanno parte della categoria degli imballaggi possono essere inseriti entrambi nel contenitore riservato alla plastica.
  3. LA RETINA DELLE PATATE (O ALTRI ALIMENTI): le patate sono tra gli ortaggi più consumati dagli italiani si prestano a tantissime ricette gustose e spesso vengono acquistate in retine, erroneamente pensiamo che la rete che le contiene sia un materiale indifferenziato invece è fatto completamente in plastica.
  4. CASPULE DEL CAFFE’: Un buon caffè sorseggiato a fine pasto o in quei dieci minuti di pausa dal lavoro o dopo cena è una delle abitudini più diffuse nel mondo: ma come possiamo goderci il caffè e allo stesso tempo non inquinare il nostro pianeta? Se decidiamo di buttare le capsule per intero dobbiamo riporle nei contenitori riservati all’indifferenziato, ma la cosa giusta in realtà sarebbe aprirle versare il contenuto nell’umido e dopo un veloce risciacquo gettare la capsula nella plastica.
  5. CONFEZIONI DEI BISCOTTI: Che buoni sono i biscotti inzuppati nel latte caldo ma una volta finiti la confezione dove va a finire? Quelle rivestite all’interno da poliaccoppiati cioè composti da carta, alluminio e polietilene vanno buttate nell’indifferenziato, altre invece si possono differenziare perché composte da carta o plastica, ad ogni modo generalmente si possono trovare le informazioni sul corretto riciclaggio nella parte posteriore della confezione.

Come avete visto conoscere i materiali e le caratteristiche dei prodotti che acquistiamo è il modo migliore per fare una raccolta differenziata corretta, il benessere del nostro pianeta passa da ogni singolo cittadino, basterà prestare maggiore attenzione alla composizione di tutto ciò che finirà nella pattumiera e il gioco è fatto!

 

 

Written by Michela